In questo mese di agosto che si va concludendo, mi sono recato in vacanza in una piacevole isola francese in Atlantico, posta pochi km a nord-ovest dal porto di La Rochelle, nello Charente-Marittime, l’Ile de Ré.

Ile de Ré è famosa per le sue spiagge, le sue ostriche e la coltivazione del sale. Da qualche anno stanno impiantandosi sempre di più nuovi vigneti, in particolare nella zona centrale e meridionale dell’isola.

Conosciuta già dai romani, i primi ceppi di viti verranno però impiantati nel corso del XII secolo dai monaci cistercensi; nel 1880 le vigne ricoprono il 60% del territorio insulare e sono la componente economica più importante dell’isola, in particolare vengono destinate alla distillazione e esportate, attraverso le Fiandre, nell’Europa settentrionale. I vigneti sono totalmente distrutti nell’800 a causa della filossera, cui seguono l’emigrazione dei residenti, le guerre e la crisi economica tutte vicende che hanno come conseguenza un rapido declino per la coltivazione della vite sull’Isola di Ré, almeno sino al 1950

Già nel 1890 gli agricoltori locali si erano consociati in un Sindacato, quindi un una Cava Cooperativa. Attualmente i 65 produttori locali, riuniti nella Cave Cooperativa UNIRE, con sede a Le-Blois-Plage-en-Ré, producono mediamente 2.000.000 di bottiglie all’anno con la dicitura “Vignerons de l’Ilé de Ré” La produzione si articola in vini bianchi, rosè, rossi, spumanti metodo classico, ma anche Pineau e soprattutto Cognac, l’isola è l’ultima zona occidentale che può fregiarsi dell’appellazione origine controllata Cognac. Attualmente i 650 ettari vitati producono 90.000 ettolitri dei quali, 40.000 sono destinati alla distillazione di Cognac, 30.000 per la produzione di Pineau e la quota restante per i vini bianchi, rossi, rosè e spumanti.

I vigneti sono oggi parte integrante dei paesaggi dell’Ile de Ré. La viticoltura testimonia il radicamento degli uomini su queste terre. Qui i vigneti sono ricchi di calcare o calcari argillosi, ricoperti di sabbia eolica e nutriti con alluvioni marine per dare vitigni tipici. La forza, la ricchezza e la specificità del loro territorio permettono ai viticoltori dell’isola di Ré di proporre una gamma di vini Charentais che conquista un grande successo con i consumatori.

Otto sono i diversi vitigni coltivati: ugni-blanc, colombard, chardonnay, sauvignon per i bianchi e merlot, cabernet franc, sauvignon e tannât per i rossi. Tra i vini non distillati o liquorosi, la metà è destinata alla produzione di rosè, con un incremento del 3% rispetto al 2016. La stragrande maggioranza della produzione è venduta direttamente sull’isola a residenti commercianti e turisti, poco viene esportato.

La mia esperienza diretta si limita agli spumanti metodo classico: un Blanc de Blancs 100% chardonnay e un rosè, 80% Chardonnay e 20% Merlot, “Trousse Chemise” dalla celebre spiaggia dell’Isola, immortalata nella canzone di Aznavour. Per entrambi gli spumanti la rifermentazione in bottiglia è di 12 mesi. Per chi decidesse di optare per una visita all’Ile de Ré e per un passaggio in cooperativa val la pena ricordare che la degustazione della batteria dei vini in produzione è gratuita.

Merita un capitolo a parte la produzione del Pineau.

Di Pineau si inizia a parlare dal 1589. Secondo la leggenda, un vigneron per sbaglio avrebbe inavvertitamente versato il mosto d’uva in un barile di cognac. Il barile, poi sprecato, sarebbe rimasto abbandonato in un angolo della sua cantina e gli anni passarono. Quando il vignaiolo dovette svuotare la botte per immagazzinare il suo nuovo raccolto, scoprì la trasformazione della bevanda che era stata compiuta. Il pineau è nato! Un liquido limpido e colorato, una forza e un dolce. Per quattro secoli, la stessa esperienza ha contribuito allo sviluppo di questo meraviglioso nettare Pineau, oggi ottimo aperitivo e vino da dessert.

l’Ile de Ré produce 330.000 bottiglie l’anno, suddivisi tra il Pineau bianco (Ugni Blanc vitigno) e il Pineau rosso/rosato (Cabernet Franc e Merlot. Il pineau bianco è invecchiato in botte per tre o quattro anni, il rosé da diciotto mesi a due anni.

Il Pineau matura in botti grandi e botti di rovere, dove acquista la sua complessità aromatica. Questo vino liquoroso è oggetto di una denominazione controllata (AOC), imponendo regole di produzione rigorose. Realizzato con mosto, a cui si aggiunge l’acquavite di cognac, beneficia del gusto speciale dei cognac dell’isola, che gli conferisce la sua identità.

Come aperitivo, generalmente i Pineau più giovani, si degusta molto freddo (7° o 8°). Un Pineau bianco invecchiato viene utilizzato come vino da fine pasto o per accompagnare il foie gras, formaggi erborinati o formaggi saporiti di capra. Un Pineau rosè invecchiato lo si accompagna anche ad un dolce al cioccolato.

(spiagge dell’Ile de Ré)

(coltivazione e degustazione di ostiche nell’Ile de Ré, zona di Loix)

(la coltivazione del sale e del fleur de sel nell’Ile de Ré)