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Cervaro della Sala

Cervaro della Sala

Niente di meglio che gustare un vino da invecchiamento… col passare degli anni.
Se poi parliamo di uno dei più grandi bianchi italiani, gli ingredienti per una serata di successo ci sono tutti.
La verticale dedicata al Cervaro della Sala di Antinori è stata un momento per bere (bene) ma anche per confrontarsi sul valore di un’eccellenza riconosciuta, sul suo potenziale evolutivo e – perché no? – sul suo prezzo di mercato.
I fortunati partecipanti all’evento tenuto all’hotel Diamante di Corbetta, hanno scoperto un vino in grado di entusiasmare ma anche di far discutere.
Guidati con competenza dai sommelier Raffaele Novello e Marco Barbetti, quest’ultimo eletto miglior sommelier Fisar 2019.
I relatori hanno prima accompagnato i presenti a scoprire il “luogo fatato” dove nasce il Cervaro e le tappe fondamentali della sua storia.
Come ad ispirare Renzo Cotarella e Antinori stesso siano stati un “Gavi de La Scocca – etichetta nera” e un Corton Charlemagne Gran Cru borgognone; quanto sia maniacale l’attenzione in vigna per arrivare a produrre un vino che resta pulito anche dopo molti anni di invecchiamento; e infine quale sia l’età consigliata dallo stesso produttore per godersi al massimo una bottiglia di Cervaro della Sala.
La verticale prevedeva un 2016 dorato intenso (il colore dell’oro ha caratterizzato tutti i vini aperti durante la serata) che al naso presentava sentori di frutta esotica, le tipiche sfumature della barrique e un’ampia gamma floreale ben chiusa dalle erbe officinali e da una nota speziata.
Mentre l’elegante mineralità faceva da sfondo a tutto il resto. Per arrivare a una bocca equilibrata in grado di mesclare alla perfezione carnosità e acidità.
L’annata 2013, invece, si è mostrata subito meno prorompente e caratterizzata da sentori più agrumati, accanto agli immancabili figliocci della botte piccola: burro d’arachidi, vaniglia e miele.
Qui era evidente la nota amaricante che ha costituito uno dei fili conduttori dell’intera degustazione, al pari della persistenza gustativa. Il 2012, poi, è stato una sorpresa: l’acidità era perfino superiore rispetto al 2013, mentre il naso giocava tra il burro e la pesca sciroppata.
A braccetto con piacevoli sentori di roccia bagnata e fico.
Ma è stato il 2011 ad appassionare di più i presenti, grazie ai sentori di pietra focaia alternata a frutta matura e secca, alle erbe aromatiche e a una sapidità salmastra.
La bocca? Divertente e stupendamente acida per un vino bianco che ha “timbrato” gli otto anni di vita; ma di un’acidità in grado di rincorrere la morbidezza in una lunghissima staffetta. Il consiglio del sommelier?
Abbinatelo alle lumache alla bourguignonne.
O perfino al risotto con l’ossobuco.
E nel frattempo preparatevi alla prossima degustazione, quando lo chardonnay sarà di nuovo protagonista…

Gita nelle Langhe

Gita nelle Langhe

Sabato 20 ottobre si è tenuta la gita a Monforte d’Alba con visita dal produttore Bussia Soprana.

I  partecipanti hanno trovato ad attenderli Rossella e Greg con il suo van davanti la sede di Fisar Bareggio e, dopo le dovute presentazioni, è iniziato il viaggio di circa 2 ore durante il quale si è potuto ammirare un paesaggio autunnale e leggermente nebbioso.

Dopo una breve sosta nel centro di Monforte d’Alba per una piccola colazione il viaggio è ripreso e dopo un paio di chilometri, in località Bussia, all’ingresso della sua azienda Silvano Casiraghi accoglieva tutti calorosamente e con l’entusiasmo che lo contraddistingue, raccontando un po’ della sua storia,  accompagnava il gruppo tra le vigne a quel punto già baciate dal sole, facendo addirittura assaggiare i vari grappoli rimasti per apprezzare le differenze delle uve a seconda dell’età dei vigneti  ed instaurando subito una piacevole atmosfera.

All’interno di una bella sala, dalla quale si poteva ammirare il paesaggio, con un bel colpo d’occhio sulla collina de La Morra, era già stato allestito il tavolo per la degustazione dei vini che il produttore ci ha gentilmente permesso di scegliere tra quelli disponibili offrendoci un sontuoso “rinforzo” a base di salumi e formaggi accompagnati da pane e grissini.

Sono stati degustati nell’ordine il Langhe Rosso 2015 ottenuto da uve Pinot Nero in purezza, il Langhe Zenit Rosso 2009 da uve Barbera d’Alba Nebbiolo e Cabernet Sauvignon, il Barbera d’Alba Vin del Ross 2007,  il Barolo Mosconi 2007 e, gentilmente offerto da Silvano,  il Barolo Gabutti della Bussia 2006.

Tutti i vini si sono dimostrati di grande qualità, ciascuno di essi con la propria peculiarità, suscitando nei partecipanti  interesse e confronti che si sono protratti fino a metà pomeriggio.

Dopo aver salutato Silvano, che ancora una volta si è dimostrato affabile e competente,  il pomeriggio si è concluso con una breve passeggiata nel centro storico di Barbaresco, godendo della splendida temperatura.

La comodità del van di Greg ha decisamente favorito il relax del rientro a Bareggio.

Il Syrah nella sua più nobile versione sarà protagonista dell’appuntamento marzolino di Enogustando

8923a78a-6b6d-4e42-98a5-fb3ce9ec1500 (1)Sarà il Syrah prodotto nella Cote du Rhone (Francia), la più nobile versione europea di questo vitigno originario del medioriente, il protagonista del nuovo appuntamento di Enogustando.

Questa volta ci ritroveremo presso l’hotel MITO di Ossona, mercoledì 21 marzo, con inizio ore 21.

In degustazione potremo assaggiare cinque prodotti che andranno a rappresentare questa importante zona. La serata sarà guidata dal Sommelier Roberto Lo Russo.

Iscrizione solo tramite bonifico bancario (IT87O0503432470000000000044) da perfezionarsi entro il 19 marzo, con copia del versamento da inviarsi a bareggio@fisar.com